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Convegno Internazionale sull'Archeologia del Vicino Oriente Antico
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Convegno Internazionale sull’Archeologia del Vicino Oriente Antico

Categorie: Archeologia e Patrimonio

L’Università di Bologna ha ospitato la dodicesima edizione dell’ICAANE.

Convegno ICAANE
Convegno ICAANE

Per la prima volta l’Università di Bologna ha ospitato la dodicesima edizione dell’ICAANE (“International Congress on the Archaeology of the Ancient Near East”), prestigioso convegno internazionale sull’Archeologia del Vicino Oriente antico che si tiene ogni due anni.

La prima edizione dell’ICAANE è stata organizzata nel 1998 a Roma, su impulso di Paolo Matthiae, Professore Emerito di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente antico all’Università La Sapienza di Roma. Da allora, l’ICAANE costituisce un imprescindibile punto di riferimento per tutti gli studiosi della materia.

Nonostante la pandemia in atto, i ricercatori di tutto il mondo non hanno voluto rinunciare a confrontarsi, immaginare e riflettere insieme sullo stato attuale della ricerca nei paesi del Vicino Oriente. Ben 860 i partecipanti registrati sulla piattaforma Ibrida, una infrastruttura tecnologica all’avanguardia che ha consentito, oltre al live streaming, anche sessioni di Domande & Risposte e chat private.

Otto i temi scelti dal Congresso, che dimostrano l’ampiezza di orizzonti della ricerca archeologica di oggi: rapporti di scavo, archeologia ambientale, cultura materiale, archeologia cognitiva, approcci teorici contemporanei, archeologia in rete, patrimonio culturale in pericolo e archeologia islamica, per un totale di 600 interventi e 80 poster presentati da studiosi di 43 paesi diversi.

La sessione inaugurale di martedì 6 aprile, disponibile anche sul canale YouTube OrientLab, includeva, oltre a un’apertura artistica, quattro conferenze di apertura scelte per la loro rilevanza scientifica.

Spazio anche alle istituzioni coinvolte nella tutela del patrimonio storico e archeologico. Un dato politico di estrema rilevanza: l’8 aprile, per la prima volta, i Direttori Generali delle antichità di dodici Paesi del Vicino Oriente (Arabia Saudita, Cipro, Egitto, Iran, Iraq, Giordania, Kurdistan, Libano, Oman, Palestina, Siria, Turchia) hanno accettato di presentare le rispettive politiche e progetti di ricerca e conservazione riguardanti il patrimonio archeologico dei propri Paesi, la situazione attuale delle ricognizioni e degli scavi, le emergenze dovute ad attività di costruzione e a distruzioni intenzionali, compresi gli effetti della pandemia sulle attività sul campo e sul turismo, nonché le aree prioritarie di intervento. Un utile momento di confronto anche per le istituzioni e gli studiosi interessati, che hanno avuto la possibilità di conoscere in modo chiaro le modalità per fare richiesta di concessione di scavo e restauro. Un grande traguardo per la tutela del patrimonio culturale e la cooperazione euro-mediterranea.

Particolarmente ampia anche la partecipazione di studiosi provenienti dai paesi dell’Asia occidentale, che ha fornito un ulteriore significato alla missione del congresso, in particolare rispetto alla comprensione dell’attuale stato della ricerca archeologica nel Vicino Oriente.

Per permettere anche ai giovani di avvicinarsi alla ricerca storico-archeologica, i risultati rimarranno a disposizione di studenti e professori degli istituti di istruzione superiore di tutto il mondo, che sono invitati a registrarsi e guardare le videoregistrazioni sull’apposita piattaforma a partire dal 20 aprile fino al 15 maggio 2021. Gli atti dell’ICAANE saranno pubblicati in open access immediato con l’editore Harrassowitz all’inizio del 2023, al fine di condividere i contenuti scientifici con il più vasto pubblico possibile.

La dodicesima edizione dell’ICAANE è stata sostenuta anche dal Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna e dall’ISMEO, con Fondazione Alma Mater in qualità di partner tecnico. Il Comitato Organizzatore è stato presieduto dal Prof. Nicolò Marchetti, Ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente antico presso l’ateneo bolognese e direttore delle missioni archeologiche a Karkemish (Gaziantep, Turchia) e a Ninive (Mosul, Iraq), sostenute dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

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