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Riflettori su: Istituto Italiano di Cultura di Algeri
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Riflettori su: Istituto Italiano di Cultura di Algeri

Categorie: Cultura e creatività -Musica e spettacolo -Arti Visive

Intervista con la Direttrice Antonia Grande.

Antonia Grande
Antonia Grande

a cura di Laura Pugno

 

Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Bari, Antonia Grande ha conseguito il Diplome d’Études Approfondies en Droit Communautaire presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Nancy II e un Dottorato in Ordine Internazionale e Diritti umani presso Sapienza di Roma. A seguito di varie esperienze di studio e ricerca presso l’Università di Bilbao e presso la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, nel 2003 entra a far dei ruoli MAECI come Funzionaria della Promozione Culturale, successivamente ha prestato servizio presso l’IIC di New Delhi dal 2007 al 2013,  l’IIC di Bratislava dal 2013 al 2016 e presso l’IIC di Algeri dal gennaio 2020 in qualità di Direttrice.

 

Può tracciare, per le lettrici e i lettori di italiana, un ritratto dell’Istituto Italiano di Cultura da lei diretto e della sua storia?

L’Istituto Italiano di Cultura di Algeri è stato fondato nel 1963, immediatamente dopo la proclamazione dell’indipendenza dell’Algeria, e dalla sua fondazione non ha mai interrotto le sue attività, anche nei difficili anni Novanta allorché, a causa dell’emergenza terrorismo, le altre istituzioni culturali straniere hanno lasciato il Paese. Questa solidale condivisione delle istituzioni italiane, Ambasciata, Istituto di Cultura ed ICE, ha creato una relazione con gli algerini che definirei speciale. L’Istituto Italiano di Cultura è ad Algeri un simbolo di amicizia mediterranea. Attualmente è situato nel quartiere di El Biar, sulle alture della città, in una residenza di epoca coloniale, e continua a caratterizzarsi come spazio culturale aperto, meta di artisti, intellettuali e giovani studenti, che amano intrattenersi nelle sale della nostra biblioteca o nei giardini che la circondano. Esso rappresenta un punto di riferimento per tutti coloro che – interessati alla cultura e alla lingua italiana – desiderano frequentare i corsi di lingua, partecipare agli eventi culturali ed ottenere informazioni aggiornate su borse di studio ed eventi in Italia. Anche durante gli anni di pandemia il dialogo con il pubblico non si è mai interrotto.

Come racconterebbe la città e la sua scena culturale? Quali sono i più importanti rapporti di collaborazione che l’Istituto intrattiene con istituzioni ed operatori culturali?

La città di Algeri, al-Jazā’ir per gli algerini, è una meravigliosa capitale mediterranea. Nella “città bianca”, così celebrata da poeti e viaggiatori, convivono e si fondono culture e civiltà che l’hanno attraversata. La scena culturale rispecchia questa sua vocazione, ed è espressione di un patrimonio originale in grande fermento. Accanto alle espressioni più tradizionali si moltiplicano contenitori e incubatori culturali che ambiscono ad aprirsi al mondo, soprattutto il Mediterraneo.
L’Istituto Italiano di Cultura promuove la cultura italiana in ogni settore artistico e di promozione integrata, collaborando, insieme ad Ambasciata ed ICE, con le più importanti istituzioni algerine. Potrei citare, nell’ambito dell’ottimo rapporto di cooperazione con il Ministero della Cultura e delle Arti, il Museo Nazionale di Belle Arti, il Centro Algerino della Cinematografia, l’AARC Agenzia di promozione Culturale, il Teatro Nazionale, l’Opera di Algeri, il Teatro Regionale di Orano, il Festival di Jazz di Constantine, il Festival Internazionale di Danza Popolare di Sidi Bel Abbes, il Festival di Musica Sinfonica, il Centro Nazionale Ricerche Archeologiche, la Scuola Nazionale Superiore Algerina di Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, la Scuola Politecnica di Architettura ed Urbanismo. Collaboriamo attivamente nella promozione della lingua con i Dipartimenti di Italianistica delle Università di Algeri2, Blida ed Annaba e con i numerosi licei del Paese che hanno scelto d’inserire l’italiano nei loro programmi d’insegnamento. Tra gli operatori culturali vorrei ricordare anche l’Orchestra dei Giovani Algerini, un progetto formativo nato dall’idea di un noto compositore algerino, borsista del nostro Istituto, le case editrici Barzakh e Casbah.
L’Istituto di cultura partecipa inoltre alle iniziative della Delegazione dell’Unione Europea in Algeria, collabora attivamente con l’UNHCR, ed ha consolidati rapporti con le altre rappresentanze europee nell’ambito del programma europeo EUNIC, ricoprendo attualmente la presidenza dell’Eunic Cluster Algeria.

Quali sono i progetti più significativi della programmazione dell’Istituto?


L’anno in corso rappresenta un momento peculiare del Paese, che celebra i sessant’anni dalla sua indipendenza, e che accoglierà ad Orano la XIX edizione dei Giochi del Mediterraneo. In questo particolare fermento sono lieta di poter affermare che l’Italia sarà tra i protagonisti. La riapertura delle esposizioni nazionali ha visto il nostro Paese ospite d’onore al Salone Internazionale del Libro di Algeri nell’ambito del quale tutti gli attori del Sistema Paese hanno contribuito alla realizzazione di un programma prestigioso nel quale sono stati coinvolti numerosi autori, autrici e case editrici.
I due concerti di Tosca hanno rappresentato il riavvio delle attività dal vivo in grande stile in considerazione dello spessore dell’artista e delle istituzioni locali coinvolte. Tiziana Donati, in arte Tosca, affiancata da Pino Jodice alla chitarra, Elisabetta Pasquale al contrabbasso e voce, Luca Scorziello alla batteria e percussioni, Fabia Salvucci alle percussioni e voce ha proposto al pubblico algerino il suo ultimo lavoro Morabeza, uscito nell’ottobre 2019 che conclude un lungo viaggio attraverso vari Paesi del mondo. La decisione di portare il concerto anche ad Orano è stata molto apprezzata dal pubblico che chiede di estendere le attività culturali al di fuori del circuito della capitale.
L’Italia è stata anche ospite d’onore al DIMAJAZZ, Festival di Jazz di Constatine, un’edizione dedicata alle donne e nella quale l’esibizione della cantante Ilaria Pilar Patassini con il pianista Roberto Tarenzi, il bassista Luca Pirozzi e il batterista Alessandro Marzi ha suscitato profonda emozione da parte della stampa, del pubblico e degli organizzatori.
Abbiamo appena inaugurato la tappa algerina della mostra fotografica Eyes on Tomorrow – Giovane Fotografia Italiana, mostra diffusa realizzata in collaborazione con codesto Ministero e con il Comune di Reggio Emilia, alla presenza di uno dei curatori Daniele de Luigi) e di una dei tre artisti in mostra (Marina Caneve). Ad essa farà seguito la realizzazione dell’Italian Design Day in collaborazione con l’Ecole Polytéchnique d’Architecture et d’Urbanisme e alla presenza dalla dottoressa Simona Bordone di Domusweb, ambasciatrice del design per l’Algeria, che terrà due conferenze per gli studenti di architettura e design e per il pubblico di questo Istituto.
Ospiteremo per un mese la tappa algerina della mostra “Universo Olivetti” in arrivo da Lisbona.
Parteciperemo alla XVI edizione del Festival Europeo, organizzato dalla Delegazione dell’Unione Europea in collaborazione con gli Stati Membri, con la cantante Karima ed il suo gruppo che si esibiranno non solo presso il Teatro Nazionale di Algeri ma anche presso il Teatro Regionale di Constantine. Parteciperemo al Festival Internazionale di Danza Popolare di Sidi Bel Abbes con un gruppo di danzatori in collaborazione con la Notte della Taranta e saremo parte del palinsesto culturale dei Giochi del Mediterraneo con una serie di attività: proiezioni di film, una residenza artistica e uno spettacolo di teatro.
A settembre presenteremo una prestigiosa mostra del “Fondo degli artisti italiani” presso il Museo Nazionale di Belle Arti di Algeri – artisti mai esposti ad oggi, e mostra per la quale stiamo realizzando il catalogo.

Che ruolo gioca la comunicazione nel rapporto con il pubblico dell’Istituto?

La comunicazione ha un ruolo essenziale per il nostro pubblico, che segue numeroso tutte le attività sul sito e sulle reti sociali. L’Algeria è un Paese con un’alta percentuale di giovani, e per questa ragione le nostre reti sociali sono molto seguite. Utilizziamo tre lingue, l’italiano, l’arabo ed il francese, per raggiungere tutti gli utenti, e rendiamo disponibili foto e riprese video dei nostri eventi, per un maggiore coinvolgimento di chi ci segue. Durante la pandemia questi strumenti hanno permesso la partecipazione di un pubblico vasto sia alle attività svolte esclusivamente on line sia alle attività in modalità ibrida, laddove le norme di contenimento imponevano un numero limitato di presenze. Questa scelta ha avuto dei risvolti inaspettati, poiché siamo riusciti a coinvolgere persone molto distanti dalla capitale. Adotteremo dunque la modalità ibrida anche quando le limitazioni della pandemia saranno superate.
Accanto al sito ed alle reti sociali utilizziamo le forme comunicative più tradizionali come la newsletter per i soci e gli studenti e la trasmissione via posta elettronica degli inviti. Continuiamo inoltre ad essere molto presenti sulla stampa, cartacea o digitale, francofona ed arabofona e sulle reti radiofoniche e televisive nazionali, francofone ed arabofone. I nostri utenti Facebook sono molto cresciuti negli ultimi due anni passando da circa 7.000 a circa 12.000 e anche sulle altre piattaforme sulle quali siamo presenti (Twitter, Instagram, Linkedin, Youtube) il trend è in crescita.


Sia pure gradualmente e in maniera non omogenea in tutte le aree e Paesi stiamo uscendo dalla fase emergenziale. È giunto il momento di disegnare la nuova normalità. Come immagina i prossimi anni di attività?

Gli ultimi due anni sono stati complessi, ed il nostro lavoro è stato orientato ad assicurare la presenza della cultura italiana nel Paese attraverso le modalità che la tecnologia ha reso possibili. Non abbiamo mai interrotto i nostri corsi di lingua, realizzati on line, e neppure le nostre attività culturali. Abbiamo puntualmente offerto eventi on line attraverso le reti e non appena si è reso possibile abbiamo ripreso le attività in presenza o in modalità ibrida, nel rispetto delle misure di contenimento. Posso aggiungere che, in collaborazione con Ambasciata ed ICE, il tempo del Covid è stato anche un momento di rafforzamento delle già buone relazioni con le Istituzioni del Paese, che la recente visita del nostro Presidente Mattarella lo scorso novembre ha sugellato ed amplificato. A questa hanno fatto seguito altre importanti visite istituzionali che hanno sicuramente accresciuto il nostro prestigio e l’interesse da parte di media e pubblico. La delicata situazione internazionale ci induce ad adottare un approccio sobrio e misurato, tuttavia ciò non ci impedisce di ampliare i settori di attività e di cercare di intensificare la nostra presenza in un territorio immenso. L’Italia oggi in Algeria, grazie ad un lavoro di squadra, rappresenta sempre più un Paese di riferimento, la cui cultura riesce ad interfacciarsi in maniera unica con l’Algeria. Ad Algeri la nuova normalità è già iniziata.

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