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Un siciliano presso le corti scandinave
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Un siciliano presso le corti scandinave

Categories: Culture and creativity -Uncategorized -Archaeology and Heritage

Nel 1861 Vincenzo Fardella di Torre Arsa fu incaricato di una missione straordinaria che avrebbe portato allo stabilimento di relazioni diplomati-che fra il Regno d’Italia e i regni di Svezia-Norvegia e Danimarca.

La missione di Torrearsa sul Berlingske Tidende del 31 luglio 1861 – Torrearsa’s mission in the Berlingske Tidende on 31 July 1861

La rubrica Le Carte e la memoria vi accompagna alla scoperta di un documento scritto nel 1861 dal Marchese di Torre Arsa, incaricato di una missione straordinaria nella regione scandinava che avrebbe portato allo stabilimento di relazioni diplomatiche fra il neonato Regno d’Italia e i regni di Svezia-Norvegia e Danimarca.

Patriota e politico siciliano, Vincenzo Fardella di Torre Arsa era stato un esponente di spicco della rivoluzione del 1848 ed aveva presieduto la Camera del costituito Parlamento di Sicilia. Esiliato dopo la restaurazione, aveva trascorso il suo esilio fra Genova, Torino e Nizza ed era poi rientrato in Sicilia dopo lo sbarco dei Mille.

Torre Arsa giunse a Copenaghen a luglio e vi trovò un’accoglienza entusiasta, documentata peraltro dai giornali danesi dell’epoca. Al ritorno dalla sua missione, terminata ad agosto, il siciliano scrisse una relazione al Ministro degli Affari Esteri del Regno d’Italia, Bettino Ricasoli, che era succeduto a Cavour dopo la morte improvvisa di quest’ultimo il 6 giugno 1861.

La relazione di Torre Arsa è un documento di grande interesse storico-politico. In essa il politico siciliano riferisce sull’accoglienza ricevuta, offre preziosi spunti di riflessione e notazioni di carattere etnografico, e infine illustra i principali problemi di politica estera dei regni scandinavi, analizzando in maniera dettagliata la questione dei Ducati, ossia i territori dello Schleswig-Holstein, contesi fra Danimarca e Germania.

Sulla Svezia Torre Arsa osserva che “il più vasto ed il più forte dei tre regni è perciò designato a pesare di più nelle sorti future di quei popoli”, e nota che l’agricoltura svedese aveva compiuto tanti e tali progressi che ormai essa assicurava “non solo la produzione delle granaglie pel consumo del paese, ma anche per fornirne parecchi milioni di franchi all’esportazione”, determinando così un forte incremento degli scambi commerciali con Inghilterra e Francia, dove la Svezia esportava anche materie prime come ferro e legno, che produceva in abbondanza.

La Norvegia era secondo Torre Arsa il “paese più istruito e più ricco della Monarchia Svedese”, dotato di una costituzione “certamente delle più democratiche fra tutte le monarchie costituzionali esistenti attualmente in Europa”, e conservava all’epoca secondo l’osservatore legami più stretti e intimi con gli antichi dominatori, i danesi, piuttosto che con gli svedesi stessi.

Il paese sul quale si sofferma con più interesse è infine la Danimarca, della quale scrive: “per la sua posizione geografica in maggiori e più immediati rapporti con il resto dell’Europa è senza alcun dubbio dei tre regni scandinavi più culto, il più civile. I 12 anni trascorsi di libero reggimento vi hanno portato i loro frutti e l’aumento della ricchezza della popolazione e dei lumi vi è sensibilissimo. Percorrendo le diverse isole che formano la parte più interessante di quello stato non si può fare a meno di rimarcare l’intelligente cultura dei terreni ed il benessere che godono le più basse classi di quelle popolazioni. La più misera capanna di contadino o di pescatore, tenuta costantemente nella più estrema mondezza, è in qualche modo ornata nella bella stagione di vasi di fiori che provano che la vera miseria è mai entrata lì; e non è poi raro lo scorgere nelle più modeste abitazioni campestri dei pianoforti e degli altri strumenti di musica, che per solito decorano i cittadineschi saloni. Il Re Federico VII concedendo al suo popolo nel 1848 una larga costituzione ne divenne il suo benefattore, e come tale è riguardato ed amato dai suoi sudditi”.

In quanto raro esempio di resoconto di viaggio compilato da un visitatore italiano presso i regni di Danimarca, Svezia e Norvegia, la relazione di Torre Arsa costituisce senz’altro un documento di grande interesse per gli studiosi che si occupano delle relazioni fra l’Italia e questi paesi. Il documento è stato esposto nel 2021 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, insieme ad altri materiali provenienti dall’Archivio Storico Diplomatico e dalla Biblioteca del MAECI che ricostruiscono la storia delle relazioni fra Italia e Danimarca.

 

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