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A Pechino una mostra rintraccia le origini culturali del Made in Italy
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A Pechino una mostra rintraccia le origini culturali del Made in Italy

Categorie: Cultura e creatività -Arti Visive
L’esposizione mette in luce il gusto e l'estetica che hanno dominato nel primo Dopoguerra riguardo alle celebrazioni dei centenari di Leonardo (1919), Raffaello (1920) e Dante (1921), attraverso opere che vanno degli inizi del Novecento al Futurismo, fino alle Biennali, incluse le forme d’arte e di pubblicità utilizzate durante tali ricorrenze.
Il Trittico del Centenario

Il 31 luglio 2023 è stata inaugurata, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Cina, Massimo Ambrosetti, la prima tappa cinese della mostra “Il Trittico del Centenario. Leonardo 1919 Raffaello 1920 Dante 1921 e l’Ingegno Italiano alle origini del Made in Italy”, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, con il sostegno del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata d’Italia a Pechino e dell’Associazione Amici dell’Accademia dei Lincei.

Come sottolineato dai curatori, Virginia Lapenta e Guicciardo Sassoli de’ Bianchi Strozzi, l’esposizione mette in luce il gusto e l’estetica che hanno dominato nel primo Dopoguerra riguardo alle celebrazioni dei centenari di Leonardo (1919), Raffaello (1920) e Dante (1921), attraverso opere che vanno dagli inizi del Novecento al Futurismo, fino alle Biennali, incluse le forme d’arte e di pubblicità utilizzate durante tali ricorrenze.

La mostra è suddivisa in tre sezioni, dedicate rispettivamente a Leonardo, Raffaello e Dante, con l’aggiunta di altri due spazi concepiti appositamente per la Cina, incentrati sull’ingegno italiano alle origini del Made in Italy. In esposizione circa 300 testimonianze, fra opere originali, riviste, libri e manifesti d’epoca. Sono esposte opere dei protagonisti dell’arte del primo Novecento (provenienti da collezioni private) come Umberto Boccioni, Carlo Carra’, Gino Severini, Mario Sironi, Achille Funi, Romolo Romani, Fortunato Depero, Primo Conti, Thayaht, Gerardo Dottori, Piero Persicalli, Plinio Nomellini, Alberto Martini, Ottone Rosai, Adolfo Wildt, Lucio Fontana e molti altri. Inoltre, nella sezione dedicata al Made in Italy, sono esposte opere e progetti di grafica d’avanguardia, impiegati anche nelle pubblicità dell’epoca di storiche aziende italiane (Pirelli, Eni, Campari, Fiat, Alfa Romeo, Isotta Fraschini, Olivetti, Richard Ginori, etc.).

Come ha sottolineato il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, Federico Roberto Antonelli:

“Per gli elementi di continuità culturali che vengono messi in luce dall’età Classica, al Rinascimento, fino alle Avanguardie del primo Novecento, la mostra si presta perfettamente a rispondere alla domanda che spesso ci viene rivolta dagli interlocutori cinesi su quale sia il segreto del successo del Made in Italy e del suo legame con la millenaria tradizione culturale italiana.”

La mostra resterà aperta fino al 15 settembre 2023 a Pechino e sarà successivamente trasportata in altre città cinesi e dell’Asia Orientale.

Per maggiori informazioni: Istituto Italiano di Cultura di Pechino

 

 

 

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