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La Divina Commedia in scena ad Almaty
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La Divina Commedia in scena ad Almaty

Categorie: Arti Performative -Cultura e creatività -Teatro
Lo spettacolo ha voluto avvicinare i kazaki a Dante e al suo immortale capolavoro in maniera originale.
Almaty-Dante, L’amore tra il cielo e la terra

Lo scorso 15 marzo l’Istituto Italiano di Cultura di Almaty e il teatro ARTiSHOCK hanno presentato il progetto congiunto “DANTE, L’AMORE TRA IL CIELO E LATERRA”, con la partecipazione, fra gli altri, dell’attore, regista, pubblicista e filosofo Franco Ricordi e dell’attore kazako Kuantai Abdimadi, con la regia di Marya Datchenko.

Questo spettacolo ha voluto avvicinare i kazaki a Dante e al suo immortale capolavoro in maniera originale, attraverso due canali: la rappresentazione teatrale e la traduzione poetica in due lingue (il Kazakistan è bilingue). La Divina Commedia non è solo un poema da leggere o recitare: Dante ha creato personaggi teatrali a tutto tondo, che continuano ad affascinare giovani e anziani, intellettuali e persone qualunque, a distanza di ben 700 anni dalla loro creazione. Fra questi spiccano Paolo e Francesca – emblema degli amanti passionali – e Ulisse – uno dei simboli-archetipi, nella civiltà occidentale, dell’uomo che desidera esplorare il mondo, e dominarlo.

Non a caso la Divina Commedia, di cui esistono ottime versioni in kazako e russo, è uno dei libri più tradotti e letti in tutto il mondo. Dante sa comunicare emozioni, sentimenti e idee in maniera magistrale, impareggiabile! Il suo Inferno è tuttora un modello insuperabile di immaginazione e creatività. Per la prima volta il mondo della Divina Commedia si è svelato ad Almaty in una forma inedita: Dante parla dapprima in due lingue stupende e melodiche, il kazako e il russo, e poi comunica nella sua lingua materna. Ma questa non è una mera “lettura teatrale”: è uno spettacolo a più dimensioni, con musiche, immagini, movimenti di danza – miranti a ricreare l’atmosfera dantesca. Questo spettacolo interculturale, italo-kazako, si snoda attraverso la narrativa del viaggio. Dante il pellegrino visita l’Inferno, vede i dannati, dialoga con loro, ne percepisce i tormenti, e poi ascende direttamente al Paradiso.

Il viaggio dantesco, nella sua essenza, mira a svelare il senso dell’amore: il poema è un inno all’amore vero, autentico. Cos’è il peccato se non la brutta, ma logica conseguenza di un amore mal riposto, oppure di un amore insufficiente, difettoso, al posto di ciò che davvero conta nella nostra vita? Da questa consapevolezza – l’amore è il carburante spirituale della Divina Commedia – è nata l’idea dello spettacolo italo-kazako: gli spettatori hanno viaggiato dall’amore carnale che congiunse Paolo e Francesca e li condusse alla rovina, all’amore smodato per la conoscenza di Ulisse, che dimenticò famiglia e affetti, e perse la vita sospinto dal desiderio di oltrepassare ogni limite. Forme di amore, queste, che, nonostante la trasgressione, risvegliano l’empatia in noi: ci parlano della drammatica condizione umana! Il viaggio finirà con la speranza nella felicità ultraterrena. Dall’amore mal diretto si giunge, infatti, al terzo atto dello spettacolo: l’amore infinito di Dio, che ci abbraccia e sostiene. Un amore che è energia pura e luce assoluta; un amore che muove e illumina tutto l’universo e dà un senso alla nostra esistenza fuggevole, limitata, precaria. Nell’ultimo canto del Paradiso Dante è sopraffatto dalla visione mistica del nostro Creatore. Il verso conclusivo termina con la parola “stelle”, la stessa chiuda dell’Inferno e del Purgatorio. Dio è “l’amore che muove il sole e l’altre stelle”. E qui c’è un collegamento concreto con il Kazakistan: gli gli astri da secoli affascinano e guidano i viaggiatori delle steppe asiatiche e nell’Istituto Italiano di Cultura di Almaty, da poco inaugurato, campeggia un foglio in oro e titanio su cui è impressa l’intera Divina Commedia, in caratteri minuscoli. Una copia di questo foglio è stato lanciato nello spazio, fra le stelle, proprio dalla stazione spaziale di Baikonur.

Franco Ricordi ha una lunghissima esperienza teatrale alle spalle. Ha debuttato nel 1978 con importanti registi e attori italiani, in vari teatri. Si è dedicato in particolare a Shakespeare, alla drammaturgia antica, al teatro tedesco dell’età romantica. Franco è una figura poliedrica, assomma in sé competenze le più disparate: oltreché attore, è regista, direttore artistico, saggista, filosofo. Laureatosi in filosofia, ha pubblicato vari studi, fra cui L’essere per l’amore, e La Filosofia della Commedia di Dante. Franco, quindi, è la figura ideale per portare in scena i personaggi più noti della Commedia dantesca, opera che conosce a fondo da un punto di vista sia poetico che filosofico.

Kuantai Abdimadi è un noto attore teatrale e cinematografico kazako che ha una vasta esperienza.

Il teatro ARTiSHOK è una realtà indipendente, non statale, impegnata nella promozione dell’arte teatrale moderna nel Kazakistan. Fondato nel 2001 ad Almaty da un team di artisti professionisti, il teatro ospita la prima compagnia teatrale indipendente del Kazakistan. Nel corso dei suoi 20 anni di attività, ARTiSHOK è diventata un punto di riferimento di Almaty, ne riflette lo spirito: interculturalità, sperimentazione, creatività, libertà d’espressione.

 

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