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Le "Rocce vive di Sardegna" in mostra a Varsavia
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Le “Rocce vive di Sardegna” in mostra a Varsavia

Categorie: Cultura e creatività -Archeologia e Patrimonio -Arti Visive
Una cattedrale a cielo aperto dove la natura riproduce sé stessa.
Rocce viventi. Immagine tratta dal sito dell'Istituto Italiano di Cultura di Varsavia
Rocce viventi. Immagine tratta dal sito dell’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia

L’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia presenta dall’8 luglio al 18 agosto l’esposizione fotografica “Le Rocce vive di Sardegna” di Beppe Fumagalli.

Tra il 2020 e il 2021, in piena pandemia, Beppe Fumagalli si è rifugiato tra Capo Pecora e Scivu, in una delle zone più selvagge della costa occidentale della Sardegna. E in quel momento di assoluto isolamento ha sentito accanto a sé la presenza, muta ma viva, della pietra. Presentata come una sequenza di stone portraits in bianco e nero, la mostra è il resoconto di un cammino visionario attraverso le straordinarie formazioni rocciose emerse in epoca cambriana (600 milioni di anni fa), che nel corso dei millenni sono state modellate dall’acqua e dal vento a immagine e somiglianza del mondo vivente. Una cattedrale a cielo aperto dove la natura riproduce sé stessa, fissa nella pietra le sue metafore, i suoi cicli, il senso impenetrabile e grandioso delle sue traiettorie.

Beppe Fumagalli, giornalista, dal 2007 inviato di OGGI, ha girato il mondo con taccuino in tasca e macchina fotografica al collo. Da Bergamo, dove è nato, s’è subito spostato a Milano e da lì a Londra, New York e in California. Ha vissuto a Dubai, e per sei anni in Africa occidentale tra Ghana, Togo e Nigeria. È arrivato la prima volta in Sardegna nel 1970, quando era bambino e da allora non ha mai smesso di amarla.

La mostra, curata da Roberta Vanali, prodotta dal Centro Fotografico di Cagliari di Cristian Castelnuovo e postprodotta dal Laboratorio Roberto Berné di Legnano, è accompagnata da una scheda scientifica di geologi dell’università di Cagliari.

Maggiori informazioni su: iicvarsavia.esteri.it.

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