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L'Italia partecipa all'iniziativa "Something Else - Cairo Off Biennale"
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L’Italia partecipa all’iniziativa “Something Else – Cairo Off Biennale”

Categorie: Cultura e creatività -Arti Visive
Si tratta di un'iniziativa d'arte visiva che sostiene l'arte contemporanea egiziana e internazionale assieme ad oltre 15 curatori e 100 artisti visivi, coordinati dal curatore capo Simon Njami e dal direttore artistico Moataz Nasr.
Something Else – Cairo Off Biennale

Dal 24 novembre al 24 dicembre, l’Istituto Italiano di Cultura Il Cairo partecipa alla terza edizione di “Something Else – Cairo Off Biennale” in collaborazione con l’Associazione egiziana Darb 1718, promuovendo eventi culturali ideati per le tre principali sezioni della Biennale (arte contemporanea, cortometraggi, arte visiva). Si tratta di un’iniziativa d’arte visiva indipendente e senza scopo di lucro, che sostiene l’arte contemporanea egiziana e internazionale assieme ad oltre 15 curatori e 100 artisti visivi, coordinati dal curatore capo Simon Njami e dal direttore artistico Moataz Nasr.

Per la sezione arte contemporanea, l’artista Stefano Cagol, già vincitore del premio Italian Council 2019, ha curato la mostra “We are the Flood”, esposta lo scorso marzo presso il MUSE di Trento, coordinando un collettivo di artisti internazionali, tra cui Shaarbek Amankul (Kyrgyzstan), Heba Dwaik (Egypt) Projek Rabak (Malaysia), Khaled Ramadan (Lebanon/Denmark) & Roslina Ismail (Malaysia), Lisbeth Karline Poulsen (Greenland), Marita Isobel Solberg (Norway). Nel video”In Far Before and After Us” (2022) Stefano Cagol, in un confronto con testimonianze delle ere geologiche più antiche, raggiunge in totale solitudine nel periodo del solstizio d’estate l’isola di Golta. Lungo la frastagliata costa norvegese, quest’isola evoca l’era più antica della terra, essendo costituita da rocce metamorfiche di origine magmatica risalite dalla crosta terrestre da grande profondità, appartenenti al Precambriano. Qui l’artista incendia le scure rocce con un fuoco rosso di segnalazione, come fosse primordiale lava incandescente nelle mani dell’artista-sciamano. Messaggi di luce e fuoco, tra essere umano e forze della natura, tempi molto lontani e futuri senza di noi. La mostra, inaugurata lo scorso 23 novembre presso la Cittadella di Saladino del Cairo, resterà aperta sino al prossimo 24 dicembre 2023. In occasione del vernissage il curatore Stefano Cagol si è anche esibito nella performance Signal to the future, invitando il pubblico a riflettere ancora una volta sul tema del cambiamento e del rapporto con l’ambiente, e dall’idea di quel diluvio comune a diverse culture, che evoca sia distruzione che rinascita.Nell’affrontare questi temi Cagol decide di confrontarsi con artisti provenienti da punti del pianeta – opposti tra loro e significativi – che saranno toccati dal suo progetto multi-sito, pronto a svilupparsi attraverso momenti solitari e corali, dopo il deserto dell’Egitto, nelle foreste tropicali della Malesia, nei ghiacci artici della Groenlandia e nelle steppe dell’Asia centrale del Kirghizistan. Le opere in mostra vengono presentate per la prima volta in Egitto. Il progetto WE ARE THE FLOOD di Stefano Cagol è prodotto dal MAC – Museo d’Arte Contemporanea di Lissone in collaborazione con partner internazionali che includono, oltre alla citata Associazione Darb 1718 al Cairo, l’istituzione statale malese PORT, l’Ilulissat Art Museum in Groenlandia, l’istituzione no- profit Б’Art in Kirghizistan, e MUSE Museo delle Scienze Trento. Il progetto è realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito di Italian Council (XII edizione 2023), il programma di promozione internazionale dell’arte contemporanea italiana.

Per la sezione cortometraggi, l’Istituto Italiano di Cultura ha promosso presso il proprio teatro la rassegna “10 corti in giro per il mondo”, in collaborazione con il Centro Nazionale del Cortometraggio di Torino. Lo scorso 26 novembre l’Istituto Italiano di Cultura Il Cairo ha proiettato “Nica” di Giuditta Vasile e “Panico da pizza” di Leonardo Malaguti. Il programma per questa sezione prevede il 4 dicembre la proiezione di 7 corti, prodotti nel 2022, tra cui La Confessione di Giuseppe D’Angella e Simone D’Alessandro, Graziano e la Giraffa di Fabio Orlando e Tommaso Zerbi, Eight Steps di Anna Seviroli, Mamme Volanti di Giulio Tonincelli e Paolo Fossati, Spiaggia Libera di Ludovica Francesca Zedda, KM9 di Filippo Valsecchi e Nettuno di Giulio Gobbetti. Inoltre, il prossimo 5 dicembre l’Istituto Italiano di Cultura Il Cairo ospiterà la première internazionale del docufilm Roma Isola Aperta, ideato e curato da Raffaella Frascarelli e Sabrina Vedovotto e prodotto dall’Accademia di Belle Arti di Roma e Nomas Foundation. Il documentario esplora i legami tra gli artisti contemporanei che lavorano a Roma e i cittadini della Capitale, incoraggiandoli a visitare gli studi d’arte e a incontrare personalmente gli artisti contemporanei. La Fondazione Nomas e SE III La Cittadella condividono la visione della città come spazio sociale in cui poter affermare l’idea della società aperta, pacifica e inclusiva. Roma e Il Cairo, due città millenarie, incarnano il patrimonio culturale vivente rappresentato dai loro artisti contemporanei, veri ispiratori di una società concepita come bene comune.

Infine, nell’ambito della promozione dei progetti di arte visiva a cura del terzo settore, l’Istituto Italiano di Cultura Il Cairo collabora con l’American Board of Human Development Scholars ed ospita presso la propria galleria dal 26 novembre al 24 dicembre la mostra Hope, costituita da opere di artisti talentuosi, affetti dalla sindrome di Down, di età compresa tra i 22 e i 29 anni e membri del Maadi Sporting and Yacht Club. Di fronte allo sviluppo degli eventi globali e ai conflitti umani in corso, la speranza emerge attraverso la volontà dei più giovani di dipingere i propri sogni e i propri sentimenti con i colori della purezza e dell’innocenza umana. I giovani artisti hanno lavorato in maniera indipendente sotto la supervisione di Nagah Sida e di Benjamien Adel, professionisti affermati, formatisi presso l’Accademia Leonardo Da Vinci di Firenze, e sono stati premiati in occasione del vernissage dello scorso 26 novembre.

Per maggiori informazioni: Istituto Italiano di Cultura Il Cairo

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STEFANO CAGOL

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