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Bilinguismo #4. Stati Uniti: le nuove generazioni e la lingua italiana
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Bilinguismo #4. Stati Uniti: le nuove generazioni e la lingua italiana

Categorie: Lingua e formazione

Programmi innovativi e buone pratiche tra New York, Chicago e San Francisco.

Bilinguismo lo studio dell italiano nel mondo
Bilinguismo lo studio dell italiano nel mondo

a cura di Annarita Guidi

Gli Stati Uniti rappresentano, storicamente, un contesto interessante per lo studio del bilinguismo. Dopo i due processi migratori del 1880-1927 e del 1950-1970, la comunità italoamericana si presenta composita e stratificata sul piano socioculturale e linguistico; per la terza o quarta generazione di discendenti nati negli USA, la conoscenza dell’italiano è spesso limitata alla comprensione orale.

È nel XXI secolo che emerge un nuovo interesse per la lingua italiana tra le giovani generazioni: si tratta di una ricerca delle proprie radici e di una scoperta della cultura italiana. A ciò si aggiungono i cittadini italiani, trasferiti per motivi professionali, che sono interessati all’insegnamento dell’italiano per i propri figli, affinché possano conservare la lingua madre all’interno del curricolo.

Anche in un periodo non facile per la diffusione delle lingue straniere (prima per l’introduzione di norme che incidono sull’obbligo di studiarne una, poi per la pandemia da Covid-19), i numeri dell’italiano a livello scolastico rimangono stabili. L’investimento italiano nel Programma Advanced Placement continua, peraltro, a essere prioritario rispetto all’obiettivo di mantenere l’italiano tra le principali lingue straniere negli USA.

Di questa realtà abbiamo parlato con le Dirigenti Scolastiche Marina Lenza  e Maria Fusco. Marina Lenza, al Consolato d’Italia a Chicago, si occupa delle iniziative di diffusione della lingua e cultura italiana nelle scuole locali che promuovono programmi di italiano per le aree degli Stati afferenti alle Circoscrizioni di Chicago e Detroit. Maria Fusco dirige, dal 2016, l’Ufficio Scuola dell’Ambasciata d’Italia a Washington, con la mission di promuovere la lingua e la cultura italiana negli USA attraverso il coordinamento degli uffici scolastici di Boston, New York, Chicago, Filadelfia, Miami e San Francisco.

Bilinguismo, funzioni cognitive e successo scolastico

“Le neuroscienze hanno evidenziato come l’essere bilingue possa avere un profondo effetto sul cervello, migliorando le capacità cognitive” spiega la prof.ssa Lenza. “Questa visione è diversa da quella dominante per gran parte del XX secolo, che considerava la seconda lingua come un ostacolo per lo sviluppo intellettuale e per il successo scolastico. Le evidenze scientifiche suggeriscono, invece, che l’esperienza bilingue migliora la funzione esecutiva del cervello, la quale dirige i processi di attenzione che usiamo per pianificare, risolvere problemi e svolgere vari compiti. Studi come quelli del National Center for Biotechnology Information mostrano che gli adulti bilingui hanno funzioni cerebrali esecutive migliori rispetto agli adulti che parlano solo una sola lingua. Secondo le ricerche condotte all’Università di San Diego, l’esperienza bilingue avrebbe effetti positivi sul cervello dall’infanzia alla vecchiaia (nel contrasto e rallentamento dei processi degenerativi delle funzioni cerebrali). Questi effetti sono riscontrabili anche per coloro che imparano una seconda lingua più avanti nella vita”.

Sul piano del successo scolastico, le funzioni cerebrali esecutive sono fondamentali: “Fin dalla nascita, i bambini sono dotati di una plasticità cerebrale in grado di gestire due o più lingue simultaneamente e di apprenderne i suoni” continua la prof.ssa Lenza. “Questa predisposizione decresce e si indebolisce con il tempo e per questo è importante coltivarla fin dalla primissima infanzia. Naturalmente, apprendere una lingua per immersione è diverso dall’apprenderla con una lezione frontale. Affinché un bambino cresca bilingue, è necessario che sia esposto alla seconda lingua in misura sufficiente e diversificata, in un contesto in cui l’apprendimento avviene in un clima positivo e attraverso la relazione quotidiana”.

Programmi innovativi e buone pratiche tra New York, Chicago e San Francisco

A fronte del crescente interesse per la lingua italiana nelle scuole pubbliche e private statunitensi, quali sono le opportunità nell’area Tri-State (New York, New Jersey e Connecticut)? “In generale, l’insegnamento dell’italiano è intensificato nei primi anni di scuola d’infanzia e primaria, poi decresce progressivamente, per assicurare compatibilità con i requisiti dell’ordinamento locale ai fini dell’acquisizione dei diplomi scolastici ai vari livelli. Il sistema scolastico dell’area Tri-State include il sistema delle scuole pubbliche della città di New York, che poggia su principi innovativi, come il multiculturalismo e la promozione del bilinguismo precoce. È qui che si segnala la crescita dei programmi bilingui a livello di scuola elementare e media, sostenuti dal Dipartimento dell’Educazione della città (DOENYC). La lingua italiana gode di accesso a questo programma, che è in continua crescita” racconta la prof.ssa Fusco. “A Manhattan prosegue inoltre il programma bilingue italiano presso la PS242, unica scuola pubblica con Baccellierato Internazionale di livello elementare della città. Si tratta di una scuola primaria dove l’italiano viene insegnato attraverso le scienze, la matematica, la musica, il canto e lo sport”.

Importanti opportunità vengono poi offerte dalle Scuole italiane all’estero. “Alla Scuola bilingue paritaria Guglielmo Marconi di New York è attivo l’intero ciclo dell’istruzione, dall’infanzia al liceo scientifico” prosegue la prof.ssa Fusco. “È una scuola a indirizzo accademico, che prepara gli studenti alle migliori università italiane ed europee, con lo sviluppo di un perfetto bilinguismo e biculturalismo. La maggioranza degli studenti è di origine italiana o italiana-americana, ma la scuola è frequentata anche da studenti che non hanno alcun retaggio italiano. Dal 2018/19 è stata riconosciuta la parità scolastica anche alla Scuola di San Francisco, per l’infanzia e la primaria. Essa riunisce diversi elementi di interesse, come l’insegnamento dell’italiano e l’adozione dell’approccio Reggio Emilia, unitamente al programma Primary Years dell’InternationaI Baccalaureate” spiega la prof.ssa Fusco.

In aree del paese come il Midwest, emergono inoltre buone pratiche suscettibili di essere estese in altri Stati. Nella Circoscrizione Consolare di Chicago, infatti, sono presenti realtà significativamente attive nei programmi di italiano: “La Victory School di Milwaukee, Wisconsin, ha consolidato i programmi di full immersion (tutte le materie insegnate in italiano) per infanzia e primaria, e di partial immersion (50% delle materie insegnate in italiano) nelle restanti classi. È l’unica scuola pubblica negli USA che offre la possibilità di imparare l’italiano gratuitamente, a tutti i bambini della città.  A Chicago la scuola italiana Enrico Fermi, a vocazione internazionale, offre per l’infanzia un percorso bilingue (inglese/italiano), che ha raggiunto l’ultima classe della scuola materna e che si prevede di espandere alla primaria” continua la prof.ssa Fusco.

“Di particolare interesse è poi la recente firma di due Memorandum of Understanding. Quello con il Department of Education del Michigan facilita il reperimento in loco di insegnanti italiani qualificati, attraverso il riconoscimento di titoli abilitanti conseguiti in Italia, anche per favorire nel tempo il varo di una vera e propria scuola bilingue nell’area metropolitana di Detroit, dove il numero delle famiglie italiane espatriate con figli in età scolare è in continuo aumento. Inoltre, il Memorandum of Understanding stipulato tra l’Ambasciata, il Consolato di Filadelfia e il Department of Education del Maryland ha aperto alla possibilità di assumere, in caso di necessità, docenti qualificati direttamente dall’Italia”.

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