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Ibida. Una città romana ai confini dell’impero, le sue necropoli, il suo territorio
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Ibida. Una città romana ai confini dell’impero, le sue necropoli, il suo territorio

Categorie: Non categorizzato -Archeologia e Patrimonio

La rubrica “Parliamo di Archeologia” prosegue con un’eccezionale scoperta avvenuta di recente.

Il presbiterio con le absidi delle due fasi edilizie.
Il presbiterio con le absidi delle due fasi edilizie.

In Romania opera, con il cofinanziamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la missione dell’Università di Sassari diretta dal prof. Alessandro Teatini che studia il sito romano di Ibida in base ad un accordo tra l’Università di Sassari e l’Istituto di Ricerche Eco-Museali (ICEM) di Tulcea. Alle attività di ricerca si aggiunge una Summer School per gli studenti di archeologia rumeni, italiani e di altre nazionalità. Altre informazioni sulla missione possono essere trovate nel precedente approfondimento.

Per la rubrica Parliamo di Archeologia, Alessandro Teatini ci aggiorna sulla ricerca in corso e su una eccezionale scoperta avvenuta di recente.

La basilica paleocristiana all’esterno delle mura

I lavori funzionali copertura ortofotografica totale della città di Ibida hanno determinato lo scatto di migliaia di fotografie zenitali ad alta definizione con l’impiego di APR (aereo a pilotaggio remoto – drone). Durante questa attività le fotografie aeree hanno rivelato in un prato a nord della città, a circa 60 metri dalle mura, una traccia chiara che disegnava nell’erba il profilo assai netto di un edificio rettangolare con abside a est e nartece (un vano in corrispondenza dell’ingresso) a ovest. Lo scavo di questo edificio è stato assegnato alla missione italiana, pure in cooperazione con i ricercatori e con gli studenti romeni, così che tra il 2019 e il 2021 è stato messo in luce integralmente il perimetro di una basilica paleocristiana sorta extra muros (all’esterno delle mura) in area cimiteriale, precisamente all’inizio dell’estesa necropoli che, proprio da questa zona, si distende per oltre un chilometro nella valle aperta verso ovest.

La struttura è orientata esattamente est-ovest e con abside a est: la pianta è ad un’unica navata con nartece a ovest e raggiunge una lunghezza totale di metri 19.20, per una larghezza di metri 8.45. Il dato di principale importanza è stato la possibilità di identificare una fase edilizia anteriore, chiaramente visibile nella presenza di un perimetro murario decisamente meno esteso all’interno dell’impianto maggiore, che disegna una semplice aula priva di nartece. L’unico dato che possediamo al momento sulla basilica nella prima fase è derivato dall’indagine nel settore absidale, che ha consentito di mettere in luce il pavimento del presbiterio all’interno dell’abside più antica, ancora integro e realizzato con grandi laterizi quadrati.

Non disponiamo al momento di indicazioni sull’epoca di costruzione della prima basilica, però i reperti ricuperati consentono di datare la seconda fase dell’edificio: la basilica più grande è stata eretta nel corso del VI secolo, mentre la sua distruzione si può riferire al periodo delle incursioni avaro-slave nell’ultimo venticinquennio del VI secolo. La basilica extra muros è un ritrovamento assolutamente eccezionale, attualmente è l’edificio più importante messo in luce nel sito; si tratta infatti con grande verosimiglianza di una delle poche basiliche paleocristiane costruite in area cimiteriale note al momento in tutta la Romania: se ne conoscevano finora solo altri quattro esempi, tutti in questa stessa regione della Dobrugia.

Gallery

Ibida, ortofoto della parte settentrionale della città: in evidenza all’esterno delle mura la traccia chiara nell’erba con il profilo della basilica, prima dello scavo.

Ibida, ortofoto della parte settentrionale della città: in evidenza all’esterno delle mura la traccia chiara nell’erba con il profilo della basilica, prima dello scavo.

Ibida, ortofoto della parte settentrionale della città: in evidenza all’esterno delle mura la traccia chiara nell’erba con il profilo della basilica, prima dello scavo.
La basilica extra muros di Ibida, in corso di scavo nel 2021.

La basilica extra muros di Ibida, in corso di scavo nel 2021.

La basilica extra muros di Ibida, in corso di scavo nel 2021.

La visita del Primo Segretario dell’Ambasciata d’Italia a Bucarest, Vincenzo Tamarindo, durante i lavori della missione nel 2021.

La visita del Primo Segretario dell’Ambasciata d’Italia a Bucarest, Vincenzo Tamarindo, durante i lavori della missione nel 2021.

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